Aspettando i DIGITAL DAYS 2020: goditi il tuo Netflix sulla Digitalizzazione in Italia

 

I Digital Days 2020 sono ancora distanti, per questo motivo ho pensato di metterti a disposizione un intero canale di contenuti sulla Digital Compliance e sulla resilienza digitale, gratuiti al 100%.

 

Non si tratta di anticipazioni degli interventi che andranno “in onda” dal 24 Luglio; voglio che i dettagli su quanto vedrai nella nostra maratona di 3 giorni rimangano segreti.

 

Nel frattempo, hai la possibilità di affacciarti su un mondo di contenuti “on demand”, da guardare quando vuoi, dedicati ad un aspetto estremamente delicato della Digital Transformation.

 

Parliamo di una piccola “nicchia” dell’Information Technology, che può fare una differenza enorme tra un piano di digitalizzazione “che funziona” e un piano “fallimentare”.

 

Sto parlando di tutti quegli aspetti normativi, di tutte quelle regole che devi necessariamente conoscere e seguire, quando trasformi la burocrazia di un’impresa, spostandola – anche solo in minima parte – dal cartaceo al digitale.

 

Una disciplina denominata “Digital Compliance”.

 

Il punto è che quando metti mano a uno – o più – processi aziendali, tutto il focus si concentra sulle funzionalità dei software e degli strumenti sui quali investi per fare digitalizzazione, per innovare uno o più ambiti del lavoro dei reparti.

Successivamente, una volta scelto un fornitore – e sottoscritta la sua offerta – la tua attenzione si sposta sul progetto (spesso, in Italia, questo punto rappresenta uno snodo cruciale per un Manager del cosmo IT).

 

Durante questa fase entrano in gioco diversi punti critici; uno fra tutti è l’aspetto legato alla system integration – e, quindi, all’interoperabilità dei software – alla formazione degli utilizzatori e a tutti quei “servizi a corredo” che il fornitore deve garantirti, prima di emettere la fattura e lasciare la tua azienda “sola” con il nuovo processo e il nuovo software sui quali hai investito.

 

Poi c’è la fase “dei 100 giorni”, come la chiamo io.

 

Cioè quel momento iniziale in cui, subito dopo la messa in produzione del progetto, vengono fuori una vagonata di richieste da parte degli utilizzatori, su come migliorare, abbellire, perfezionare, adattare la soluzione ai bisogni di chi la usa (magari controvoglia, in un primo momento, visto che il cambiamento spesso fa questo effetto).

 

Una fase molto delicata e stressante, perché – di fatto – il progetto va “rivenduto” all’interno dell’azienda più e più volte.

 

Vanno raccordati i bisogni degli utenti con quelli del fornitore, che magari ti ha concesso un dilazionamento dei pagamenti, quindi deve ancora incassare una parte del saldo, restando in quel “limbo” dove – da una parte – vorrebbe chiudere la tua commessa e passare ad altro, mentre – dall’altra – sa di dover ancora correre per evitare che il progetto rimanga aperto all’infinito.

 

In tutte queste fasi delicatissime, le figure che si occupano della “gestione informatica” in azienda, sono nell’occhio del ciclone.

 

Più progetti apri, più ti trovi a dover camminare sulle uova.

 

Poi arriva un momento in cui il progetto va a regime, ti rendi conto che gli utilizzatori chiamano sempre meno, le integrazioni girano, i software presentano un numero sempre più limitato di casi da segnalare, relativamente a bug e anomalie.

 

Sembra che la tempesta sia ormai alle spalle.

 

Eppure c’è ancora un piccolo “angolo cieco” che rischia di farti “strusciare” la fiancata.

 

E se i documenti prodotti col nuovo “processo digitale” non valessero NULLA, rispetto a quando lo stesso processo “girava in analogico”, nella sua dimensione cartacea?

 

L’ Italia ha uno dei tassi di burocrazia più alti del mondo.

 

Spesso le imprese sono chiamate a doversi difendere e a dimostrare il proprio operato. È il caso di contenziosi con clienti, fornitori, ma soprattutto enti di controllo.

 

L’ unico modo che un’impresa ha per proteggersi è con i documenti, per questo siamo sempre sommersi dai faldoni, e conserviamo “carte” per decenni, senza buttare via nemmeno un foglio.

 

E se il processo che hai innovato, con tanta fatica, producesse documenti privi del sufficiente grado di valore legale?

 

Te ne accorgeresti dopo molto tempo, forse anche anni.

 

Lo vedresti dopo il primo accertamento (fiscale o di qualsiasi natura) gestito attraverso il “nuovo processo”, lo vedresti durante la prima causa legale in cui esibire la documentazione prodotta dal nuovo processo.

 

Ci sono diversi casi in cui stampare su carta un documento che nasce in digitale, ad esempio, è estremamente rischioso.

 

Elaborare un processo in digitale, e poi produrre l’output finale su carta per apporvi delle firme autografe con l’inchiostro e conservare il tutto in un faldone, può – in molti casi – comportare dei rischi.

 

La massima sicurezza, ce l’hai quando un documento nasce in digitale e finisce il suo ciclo restando sempre nella dimensione digitale, inclusa la fase della firma.

 

Per tutti questi motivi, ho deciso di creare il Centro di Competenze Digitali. Una raccolta di contenuti “on demand”, ma del tutto gratuiti, che possano servirti – quantomeno – da spunto di riflessione per guardare i tuoi progetti “passati” e “futuri” da una prospettiva che nessuno ti ha mai offerto prima, se non in modo direi superficiale.

 

Il suo scopo è aiutarti a superare tutti quei dubbi che possono assalirti quando ti poni l’obiettivo di digitalizzare e deburocratizzare uno o più ambiti dell’azienda, ma alle domande “si può davvero fare? Posso buttare via la carta per sostituirla con processi digitali, integrati, automatici e misurabili?” non sai come rispondere.

 

È aiutarti a fare in modo di non buttare via il lavoro faticosamente svolto per implementare processi digitali in azienda, superando tutte le fasi critiche viste prima, per poi scoprire che i documenti prodotti con quei processi non valgono nulla, e che il patrimonio documentale aziendale è compromesso a causa di questo problema.

 

Ora, un posto dove trovare quelle risposte ce l’hai. Risposte che possono rivelarsi decisive per convincere i vertici dell’azienda a cambiare, a innovare, a non celarsi dietro alla convinzione che “tanto per questo processo serve per forza la carta”.

 

È il tuo “Netflix” gratuito sulla Digitalizzazione a norma.

 

Aspettando i Digital Days 2020, puoi goderti gratuitamente tutti i suoi contenuti, mentre vai a lavorare, in una piccola pausa, o mentre pianifichi i tuoi prossimi step di digitalizzazione.

 

Ti basta scegliere, da qui sotto, una sezione e cominciare.

 

Buona visione e che il Digitale sia con Te!

 

Scegli dove vuoi andare:

 

Nicola Savino

Presidente del Centro di Competenze Digitali

Direttore dell’Accademia Italiana della Digitalizzazione